Xabi Alonso, attrazione fatale per la Juve

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Nella categoria Champions League, Highlights, Interviste by Alex

A prescindere dal fatto che non sia arrivato, e forse un po’ sarebbe servito, o che arrivi in futuro…Mi è già molto simpatico…

da gazzetta.it

TALLIN (Estonia), 13 ottobre 2008 - La Spagna ha fatto il suo dovere in Estonia, e papà Del Bosque ha dato domenica libera ai giocatori a Tallinn fino a mezzanotte. Per la felicità loro e delle superbionde che li fermano a ogni isolato mentre vanno in giro per la capitale estone. Manco fossero studenti Erasmus. Belli riposati, nessuna levataccia per guardare Alonso vincere in Giappone. Neanche il suo omonimo delle Furie Rosse, Xabi Alonso. Barba incolta, appena gli si dice “quest’estate…” già sorride e guarda malizioso. Sa che non si parla di Europeo ma di Juventus. Non è deluso, ma conferma di non essere arrivato in Piemonte per una scelta non sua.

Quest’estate ha detto che l’Italia sarebbe stato il completamento della tua carriera. Dobbiamo provocare: lo pensa ancora?
“Come è ovvio, la Juventus è la Juventus, il club più importante in Italia. Ma non puoi essere deluso, al Liverpool”.

È stata la telenovela dell’estate. Pranzo e cena, Xabi Alonso. Come ci si sente?
“Credo a nessuno faccia piacere non esser certo del proprio futuro. Intendiamoci, nessuna tragedia, fa parte del gioco. Ma almeno durante l’Europeo, non ci ho mai pensato. Neanche parlato al telefono con il mio procuratore, niente. Mi sono detto: la Seleccion è la Seleccion, tutto il resto verrà dopo”.

Per la Juve non è cambiato molto. Ogni settimana, accanto alla Juventus compare solo un nome. Appena non si vince, Xabi Alonso risuona. Lo juventino che non c’è; ma com’è andata veramente?
“(Sorride compiaciuto, ndr) Davvero? Vabbè, succede sempre così, quando le cose vanno male. Una cosa posso dirla. Per quanto mi riguarda, io ho apprezzato l’onestà dei dirigenti. Mi hanno detto precisamente che la loro maniera di scendere in campo sarebbe stata differente, e per questo sceglievano Poulsen e non me. Son cosas que pasan en el futbol, va bene così. Potevo andare. Non sono andato perché alla fine hanno scelto un altro”.

Insomma: è tutto finito con la Juve?
“Veramente, da parte mia, l’attrazione è rimasta intatta”.

Cosa la attrae di più?
“Mi piace che stiano ricostruendo da capo le cose per bene. Mi piace la dirigenza. Non è facile dopo quello che è successo. Per chi ci lavora e per chi ci gioca, è una sfida avvincente. Perché ha il passato, e lo senti, ma ha anche il presente”.